ALLENATI!
In vista dell’appuntamento con il Green Game ripassa alcune pillole, curiosità e suggerimenti per fare una
corretta raccolta differenziata!
CURIOSITÀ BIOPLASTICA COMPOSTABILE
Il Consorzio Biorepack opera all’interno del sistema CONAI per la gestione a fine vita degli imballaggi in bioplastica compostabile certificati EN 13432: dalla promozione della loro etichettatura alla loro riconoscibilità; dal corretto conferimento da parte dei cittadini nella raccolta differenziata dell’umido domestico alla garanzia del raggiungimento degli obiettivi di riciclo attraverso il compostaggio.
La bioplastica compostabile è un materiale innovativo, studiato appositamente per gli imballaggi alimentari. Rappresenta un’alternativa sostenibile perché può essere riciclata con i rifiuti umidi organici e trasformata in compost: un prezioso nutrimento per il nostro suolo. Infatti, una volta raccolti correttamente nella frazione umida organica, gli imballaggi in bioplastica certificata vengono trattati in impianti di compostaggio industriale. Ed è lì che prendono nuova vita: si trasformano in biogas e compost, un fertilizzante naturale utile per contrastare la desertificazione del suolo.
QUALCHE CURIOSITÀ SULLE BIOPLASTICHE COMPOSTABILI
- Nel 2025 è stato correttamente riciclato nell’organico il 52,5% degli imballaggi in bioplastica compostabile immessi sul mercato, superando l’obiettivo europeo del 50% entro il 2025.
- Per poter riconoscere e conferire correttamente le bioplastiche compostabili, Biorepack ha realizzato il marchio Organico Biorepack.
La sua presenza su un imballaggio indica che è in bioplastica compostabile e che può essere conferito nella raccolta dell’umido, insieme agli scarti di cucina e di cibo. - Per disintegrarsi, un imballaggio in bioplastica compostabile impiega circa 90 giorni. Dopo appena 180 giorni si è già trasformato in compost, che, grazie alle sue proprietà organiche, fa risparmiare 4,4 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.
COSA SEPARARE IN CASA
- Buste della spesa
- Sacchetti per frutta e verdura
- Posate, bicchieri e stoviglie compostabili
- Vaschette, pellicole estendibili e retine compostabili
- Capsule compostabili per bevande e caffè
ALCUNE SEMPLICI REGOLE
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DA CONFERIRE NELL’ORGANICO INSIEME A
- Scarti di cucina
- Avanzi alimentari
- Residui vegetali di fiori e piante
- Fondi di tè e caffè
ALCUNE SEMPLICI REGOLE
- Usa solo sacchetti in bioplastica certificata compostabile per la raccolta dei rifiuti umidi organici.
- Non usare i sacchetti in bioplastica compostabile per raccogliere carta, plastica, vetro, metalli o l’indifferenziato.
- Ricicla tutti gli imballaggi in bioplastica certificata compostabile insieme alla frazione organica.
CURIOSITÀ SULL'ALLUMINIO
CIAL è il Consorzio Nazionale che si occupa in tutta Italia di avviare a riciclo gli imballaggi e i contenitori in alluminio che tutti noi usiamo in casa e che mettiamo in raccolta differenziata. Parliamo di: lattine per bevande, vaschette e scatolette per il cibo, anche quello degli animali, tubetti per prodotti sanitari e della cosmetica, bombolette spray, tappi, coperchi ed anche il foglio sottile di alluminio.
Il Consorzio opera da 25 anni e ha raggiunto risultati fra i migliori in Europa. Oggi la raccolta differenziata di questo prezioso metallo è attiva in 6.900 Comuni in tutta Italia (l’82%) coinvolgendo 54 milioni di cittadini. l contenitori in alluminio, dopo il riciclo in una delle Fonderie presenti sul territorio nazionale, rinascono a nuova vita per diventare oggetti che tutti i giorni utilizziamo: utensili da cucina, elementi d’arredo, parti di aerei o di automobili e tanto altro. Nell’ultimo anno abbiamo avviato al riciclo circa il 70% degli imballaggi in alluminio usati. Un ottimo risultato che consente, tra l’altro, un enorme risparmio di energia (fino al 95%) e materia.
QUALCHE CURIOSITÀ SULL’ALLUMINIO
In Italia si produce soltanto alluminio riciclato. Non esiste produzione da minerale, la bauxite.
Con l’equivalente di 800 lattine per bevande riciclate si produce una city bike in alluminio, proprio come la famosa Ricicletta® di CIAL.
Bastano 37 lattine per una moka da tre tazze e 640 lattine per un cerchione di auto.
Per ogni kg di alluminio riciclato si risparmiano 12 kg diCO 2.
Le aziende del comparto alluminio lavorano per ridurre l’utilizzo del materiale nella produzione degli imballaggi (la cd. Prevenzione). Basti pensare, ad esempio, che negli ultimi anni il peso della lattina per bevande è passato da 19 grammi a circa 13 grammi.
COSA RACCOGLIERE
- LATTINE PER BEVANDE
- VASCHETTE E VASSOI PER IL CIBO
- PIATTI USA E GETTA IN ALLUMINIO
- SCATOLETTE PER CARNE PESCE E LEGUMI
- TUBETTI PER CREME, POMATE, PRODOTTI SANITARI E DELLA COSMETICA
- BOMBOLETTE SPRAY
- TAPPI E CHIUSURE
- FOGLIO SOTTILE COME QUELLO DEL ROTOLO DA CUCINA O GLI INCARTI DEL CIOCCOLATO
- CAPSULE DEL CAFFÈ
ALCUNE SEMPLICI REGOLE
- L’ALLUMINIO NON SI RACCOGLIE MAI DA SOLO MA SEMPRE CON GLI IMBALLAGGI IN ACCIAIO (RACCOLTA METALLI) E INSIEME ALLA PLASTICA E/O AL VETRO, DIPENDE DAL TERRITORIO DOVE SI RISIEDE. BASTA SEGUIRE LE INDICAZIONI DEL PROPRIO COMUNE.
- NON SERVE SCIACQUARE I CONTENITORI PRIMA DI METTERLI IN RACCOLTA DIFFERENZIATA. BASTERA’ RIMUOVERE AL MEGLIO I RESIDUI DI CIBO O PRODOTTI. AI FINI DEL RICICLO GLI IMBALLAGGI IN ALLUMINIO VANNO BENE ANCHE SPORCHI PURCHE’ VUOTI.
- COMPATTA E APPALLOTTOLA INSIEME I PEZZI PIU’ PICCOLI E MORBIDI DI ALLUMINIO, COME IL FOGLIO SOTTILE, I TAPPI E LE VASCHETTE. IN QUESTO MODO SI EVITERA’ LA DISPERSIONE.
CURIOSITÀ SU CARTA E CARTONE
Comieco è il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, e raggruppa cartiere, produttori, trasformatori e importatori di carta e cartone per imballaggio.
Dalla sua nascita nel 1985, la sua finalità è garantire l’avvio a riciclo del materiale cellulosico raccolto attraverso i circuiti comunali di raccolta differenziata. Dal 1998 ad oggi, la percentuale di riciclo e di recupero in Italia è passata dal 37% al 93,1%. In 27 anni la raccolta differenziata di carta e cartone è passata da 1 a quasi 4 milioni di tonnellate.
I Consorziati di Comieco sono produttori, importatori e trasformatori di materiale e di imballaggi cellulosici, possono aderire anche i recuperatori. Il Consorzio stipula con le Amministrazioni locali convenzioni per la raccolta differenziata, e tramite questi soggetti gestisce volontariamente, d’intesa con CONAI, il sistema della raccolta e dell’avvio a riciclo dei rifiuti di carta e cartone provenienti dalla raccolta comunale.
Ad oggi Comieco, in qualità di consorzio, raggruppa circa 3.330 aziende tra cartiere, trasformatori di materiale e di imballaggi cellulosici e impianti di recupero.
Comieco si impegna, inoltre, in attività che vanno dalla prevenzione, mediante il sostegno di studi mirati alla realizzazione di imballaggi sostenibili, alla promozione della raccolta differenziata mediante attività di comunicazione e altre iniziative che hanno l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto dell’ambiente e sull’importanza di una corretta raccolta differenziata.
QUALCHE CURIOSITÀ SULLA CARTA
- Leggere un quotidiano al giorno produce il 20 % in meno di CO2 rispetto alla lettura on line per circa 30 minuti.
- Non è vero che PER PRODURRE CARTA SI SPRECA ACQUA , L’industria della carta è sostenibile. Oggi per produrre 1 tonnellata di carta si usano 24 metri cubi di acqua, nel 1970 ne occorrevano 100. Generalmente il 90% dell’acqua che si impiega nel processo produttivo è acqua di riciclo. Mentre solo il restante 10% è costituito da acqua di primo impiego.
- In Europa, l’industria cartaria promuove una gestione sostenibile delle foreste per cui, per un albero tagliato ne vengono piantati tre. Le foreste europee crescono di un’area pari a 1,5 milioni di campi da calcio ogni anno. In Italia l’aumento annuo delle foreste equivale a 6.450 km2 pari all’estensione di 4.363 campi da calcio.
COSA RACCOGLIERE
- contenitori per alimenti (pizza, patatine, fritti, etc) senza residui di cibo,
- sacchetti di carta (es. pane, ortofrutta, farina, zucchero, ecc.),
- giornali, riviste, fumetti, stampa commerciale, fogli di carta di ogni dimensione,
- fascette di cartoncino, parti in carta o cartoncino di confezioni come conserve, scatole delle scarpe, tutte le confezioni in cartoncino di prodotti per l’igiene della casa e della persona, scatole dei medicinali,
- cartoni per bevande e alimenti (es. succhi di frutta, latte, salsa),
- bicchieri di carta, tovaglioli e asciugamani di carta (puliti),
- scontrini (quelli di carta comune e di carta termica se dichiaranti sul retro che sono assenti i fenoli).
ALCUNE SEMPLICI REGOLE
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COSA NON BUTTARE NEL CONTENITORE DELLA CARTA
- scontrini (se di altra carta termica),
- carta oleata, plastificata, da forno,
- fazzoletti di carta usati,
- imballaggi di cartone con residui di cibo o sporchi di sostanze chimiche.
- In generale tutto ciò che non è carta.
*la carta sporca di cibo va conferita nell’organico
*la carta sporca di grasso, solventi e vernici va conferita nell’indifferenziato **
CURIOSITÀ SULLA PLASTICA
Corepla è il Consorzio nazionale che si occupa della raccolta, del riciclo e del recupero degli imballaggi in plastica. Riunisce oltre 2.500 imprese che fanno parte della filiera del packaging in plastica: aziende che producono materie prime e imballaggi, imprese che utilizzano imballaggi e riciclatori. In quasi 30 anni, la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è cresciuta moltissimo, raggiungendo risultati di eccellenza a livello europeo, sia per la quantità di materiale raccolto sia per quella avviata al riciclo. Pensate che siamo passati da meno di 2 kg di imballaggi in plastica raccolti per abitante all’anno a quasi 27 kg oggi. Un cambiamento enorme, reso possibile anche dall’impegno quotidiano di milioni di persone. Ma il lavoro di Corepla, da solo, non basta. Il riciclo inizia dalle nostre scelte, da come separiamo i rifiuti e da quanto siamo consapevoli di ciò che facciamo ogni giorno. Per questo il rapporto con le scuole è così importante: voi siete parte di questo sistema. Conoscere cosa succede a un imballaggio dopo che lo buttiamo significa capire che anche un gesto apparentemente piccolo può contribuire a un cambiamento molto più grande.
QUALCHE CURIOSITÁ SULLA PLASTICA
Grazie al riciclo è possibile dare nuova vita alla plastica ad esempio:
• con 13 bottiglie di plastica è possibile realizzare una maglia da calcio
• con 14 vaschette di plastica si può realizzare un cestino portafiori
• con 10 flaconi di plastica (HDPE) si fa la seduta di una sedia.
COSA RACCOGLIERE
- Bottiglie di acqua minerale, bibite, latte e olio
- Flaconi e dispenser per detersivi, saponi e cosmetici
- Contenitori per salse, creme e yogurt
- Vaschette per alimenti, anche in polistirolo per carne, verdura, uova, gelati ecc.
- Confezioni rigide o flessibili per alimenti come affettati e formaggi
- Blister e involucri sagomati
- Buste e sacchetti per pasta, caffè, patatine, caramelle, verdure e surgelati
- Reti per frutta e verdura
- Pellicole trasparenti
- Sacchi per prodotti da giardinaggio, alimenti per animali e detersivi
- Cialde del caffè in plastica
- Materiali per la protezione e il trasporto delle merci: pellicole, pluriball, “chips” in polistirolo
- Grucce appendiabito
- Bicchieri monouso privi di residui *
* Le stoviglie biodegradabili e compostabili non vanno nella raccolta della plastica
ALCUNE SEMPLICI REGOLE
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COSA NON VA NEL CONTENITORE DELLA PLASTICA
- Giocattoli, palloni
- Penne, pennarelli, evidenziatori, righelli ecc
- Utensili da cucina, bacinelle e casalinghi vari, posate incluse
- Ciabatte, scarpe, occhiali e loro custodia
- CD, DVD, chiavette USB, mouse, cavetti del telefono (sono RAEE con circuito apposito)
- Sedie, tavoli e altri complementi d’arredo
- Siringhe, mascherine e altri dispositivi sanitari
- Vasi, sottovasi, innaffiatoi, tubi da irrigazione
ALCUNE SEMPLICI REGOLE
Non occorre sciacquare gli imballaggi prima di inserirli nel cestino: basta svuotarli dei residui di cibo o altro.
Gli imballaggi sono da conferire singolarmente, non uno dentro l’altro
Le bottiglie in PET vanno schiacciate sul lato lungo, lasciando il tappo avvitato
CURIOSITÀ SUL VETRO
COREVE è il Consorzio Nazionale senza fini di lucro che dal 1997 si occupa di garantire il riciclo degli imballaggi in vetro separati in casa dai cittadini e correttamente conferiti al servizio di raccolta differenziata, organizzato e/o gestito dai Comuni. Il Consorzio, che fa parte del Sistema Conai, gestisce in convenzione il ritiro dei rifiuti di imballaggio in vetro raccolti in modo differenziato in 7.485 comuni, pari a circa il 96% dei Comuni italiani, per un totale di quasi 56 milioni di abitanti coperti, circa il 97% della popolazione italiana. Nel nostro Paese, ogni anno, si ricicla oltre il target fissato per il 2030 dall’Unione Europea del 75% dei rifiuti d’imballaggio in vetro. In Italia, ogni anno, il riciclo del vetro consente di: risparmiare quasi 4 milioni di tonnellate di materie prime, recuperare energia per circa 400 milioni di m³ di gas e ridurre emissioni per 2,4 milioni di tonnellate equivalenti di CO2. Coreve è il Consorzio responsabile del recupero e riciclo dei rifiuti d’imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale. A fronte del ritiro del vetro proveniente dalla raccolta differenziata urbana, riconosce ai Comuni o ai Gestori del servizio, di oltre 9 cittadini su 10, un corrispettivo economico crescente al migliorare della quantità e della qualità dei rifiuti d’imballaggio raccolti (bottiglie e vasetti). Il vetro, riciclabile al 100% e all’infinito, mantenendo sempre intatte le sue qualità originarie senza alcuna perdita di materia, rappresenta alla perfezione l’idea di economia circolare. Tutte le bottiglie e vasetti prodotti in Italia sono realizzati con percentuali più o meno alte di MPS risultante dal trattamento del rottame raccolto nei nostri Comuni.
QUALCHE CURIOSITÁ SUL VETRO
COSA RACCOGLIERE
Per una corretta raccolta differenziata è importante separare e raccogliere solo bottiglie vasetti e barattoli, svuotati di eventuali residui, senza tappo o altri accessori rimuovibili facilmente. Evitando, nel modo più assoluto, di gettare insieme al vetro anche borse o sacchetti, impiegati per il trasporto, la cui presenza comporta la perdita di enormi quantità di vetro altrimenti perfettamente riciclabile.
ALCUNE SEMPLICI REGOLE
E’ necessario prestare massima attenzione ai cosiddetti “falsi” amici del vetro, ovvero a quei materiali simili al vetro da imballaggio ma che hanno composizioni chimiche diverse, che vanno recuperati o smaltiti altrove.
I più insidiosi sono: il cristallo, il vetro borosilicato e la ceramica, che contengono sostanze estranee incompatibili (come il piombo, nel cristallo) o che fondono a temperature più alte (vetro borosilicato e ceramica).
Se mescolati al vetro da imballaggio, questi materiali rendono difettosi i contenitori rovinandone irrimediabilmente la produzione.
Ci sono poi altri “falsi amici” che spesso creano dubbi: lampade e lampadine, oggetti in cristallo come lampadari, bicchieri e posaceneri, tubi al neon, specchi, monitor di TV e PC, lastre retinate e inerti vari; tutti rifiuti che non vanno mischiati al vetro da imballaggio, per non contaminarlo guastandone il riciclo, da gettare in altri circuiti dedicati.
CURIOSITÀ SULL'ACCIAIO
L’acciaio fa parte della nostra vita quotidiana. Molte delle cose che ci circondano sono fatte in questo materiale e anche molte delle cose che mangiamo e beviamo sono conservate anche grazie ad imballaggi d’acciaio quali barattoli per pomodoro, piselli e fagioli, frutta sciroppata; scatolette per tonno, carne e cibo per animali; scatole per biscotti; latte per olio; bombolette spray; tappi a corona e coperchi per bottiglie e vasetti; fusti e secchielli. Una volta aperti ed usati, è importante che gli imballaggi d’acciaio vengano raccolti, seguendo le indicazioni del proprio comune di appartenenza, e avviati al riciclo per dar vita a nuovi prodotti senza sprecare materie prime e senza produrre inutile spazzatura e inquinamento. Ricrea è il consorzio che in Italia favorisce, promuove e agevola la raccolta e il riciclo degli imballaggi usati d’acciaio. Nato nel 1997, in 30 anni di attività riesce ad assicurare il riciclo di 8 imballaggi d’acciaio su 10 prodotti. Nel 2025 Ricrea ha riciclato 442.666 tonnellate di imballaggi in acciaio trasformandoli in nuova materia prima, per produrre: binari ferroviari, panchine, telai e rastrelliere per biciclette, chiavi inglesi, chiodi e bulloni. Per questo è fondamentale avviarli al riciclo attraverso la raccolta differenziata. Infatti tu differenzi salvando gli imballaggi d’acciaio dalla discarica, il tuo comune attraverso il gestore del servizio li raccoglie e Ricrea fa in modo che vengano avviati in acciaieria per essere fusi e tornare nuovo acciaio. Una squadra vincente campione di Economia Circolare.
QUALCHE CURIOSITÁ SULL’ACCIAIO
COSA OTTENGO DAL RICICLO DEGLI IMBALLAGGI D’ACCIAIO:
- ANCORE, BITTE, ELICHE PER NAVI
- TELAI PER BICICLETTE
- BINARI FERROVIARI
- PARTI IN FERRO DI AUTOMOBILI, NAVI E TRENI
- TRAVI E TONDO PER L’EDILIZIA
- TOMBINI, PANCHINE E LAMPIONI RASTRELLIERE PER BICICLETTE…
COSA RACCOGLIERE
- BARATTOLI PER CONSERVE
- SCATOLETTE PER CARNE, PESCE E CIBO PER ANIMALI
- TAPPI, CAPSULE E CHIUSURE
- LATTINE PER OLIO
- BOMBOLETTE SPRAY
- FUSTI E SECCHIELLI
- SCATOLE REGALO PER LIQUORI E DOLCI
ALCUNE SEMPLICI REGOLE
- L’ACCIAIO NON SI RACCOGLIE MAI DA SOLO MA SEMPRE CON GLI IMBALLAGGI IN ALLUMINIO (RACCOLTA METALLI) E INSIEME ALLA PLASTICA E/O AL VETRO, DIPENDE DAL TERRITORIO DOVE SI RISIEDE. BASTA SEGUIRE LE INDICAZIONI DEL PROPRIO COMUNE
- NON SERVE SCIACQUARE I CONTENITORI PRIMA DI METTERLI IN RACCOLTA DIFFERENZIATA. BASTERA’ RIMUOVERE AL MEGLIO I RESUIDUI DI CIBO O PRODOTTI. AI FINI DEL RICICLO GLI IMBALLAGGI IN ACCIAIO VANNO BENE ANCHE SPORCHI PURCHE’ VUOTI.
Che cosa sono le materie plastiche?
Le materie plastiche sono materiali costituiti principalmente da polimeri, cioè molecole formate dall’unione di unità più piccole chiamate monomeri. La maggior parte delle plastiche tradizionali deriva da materie prime fossili, come petrolio e gas naturale, mentre alcune plastiche possono essere prodotte anche a partire da materie prime rinnovabili.
Da dove deriva il termine “plastica”?
La parola deriva dal greco plastikós, che significa “capace di essere modellato” o “adatto a essere plasmato”.
Come si producono le materie plastiche?
Attraverso processi chimici, tra cui la polimerizzazione, i monomeri vengono uniti per formare lunghe catene molecolari, i polimeri. A questi possono essere aggiunti altri componenti per ottenere materiali con caratteristiche diverse.
Quali oggetti sono fatti di plastica?
La plastica è presente in moltissimi oggetti di uso quotidiano: imballaggi, bottiglie, flaconi, contenitori, giocattoli, componenti delle automobili, apparecchi elettronici, dispositivi medicali, arredi e molti capi di abbigliamento.
Quali imballaggi di plastica possono essere conferiti nella raccolta differenziata?
Nella raccolta della plastica vanno gli imballaggi in plastica: bottiglie e flaconi, vaschette, confezioni, sacchetti, pellicole, involucri, blister, contenitori e altri imballaggi destinati a questo circuito. Non tutti gli oggetti di plastica sono invece imballaggi e quindi non vanno automaticamente nella raccolta della plastica.
Bisogna lavare gli imballaggi prima di buttarli?
No. Non è necessario lavarli. È sufficiente svuotarli il più possibile dal contenuto. Una bottiglia o un contenitore molto sporco non deve essere necessariamente lavato prima di essere conferito.
Come bisogna schiacciare una bottiglia di plastica?
È consigliabile schiacciarla nel senso della lunghezza e poi richiuderla con il tappo. In questo modo occupa meno spazio e rimane più facilmente riconoscibile durante le operazioni di selezione.
Piatti e bicchieri di plastica dove si buttano?
I piatti e i bicchieri monouso in plastica possono essere conferiti nella raccolta degli imballaggi in plastica, secondo le regole del sistema di raccolta locale. Non è necessario lavarli: devono essere svuotati dai residui.
E le posate di plastica?
Le posate e gli altri oggetti in plastica che non sono imballaggi non vanno nella raccolta degli imballaggi in plastica. Lo stesso vale, ad esempio, per giocattoli, spazzolini, penne, guanti, mascherine e altri oggetti di uso quotidiano.
La plastica riciclata può essere utilizzata per produrre nuovi contenitori per alimenti?
Sì, ma non tutta la plastica riciclata può essere utilizzata indistintamente a contatto con gli alimenti. La possibilità dipende dal tipo di materiale, dal processo di riciclo e dal rispetto delle specifiche norme previste per il contatto alimentare.
Qual è il quantitativo di plastica raccolto in Italia?
Nel 2025 la raccolta differenziata urbana degli imballaggi in plastica ha raggiunto 1.588.842 tonnellate, considerando anche i sistemi autonomi. La raccolta media è stata di circa 27 kg per abitante.